Prima di essere deportati gli ebrei dovevano consegnare un inventario di tutti i loro averi. Il disegno mostra mia madre che conta i capi di biancheria nel cassettone, mentre mio padre annota le quantità.
"Disegna ciò che vedi", furono le parole di mio padre dopo
che gli avevo portato di nascosto, all´interno del campo maschile, il disegno
di un pupazzo di neve.
Era il dicembre 1941, poco dopo il nostro arrivo a Terezin.
Il pupazzo di neve sarebbe rimasto il mio ultimo disegno veramente infantile.
Spinta dalle parole di mio padre mi sentii chiamata, da quel momento in poi, a
rappresentare nei miei disegni la vita quotidiana del Ghetto. Queste immagini,
che mi avrebbero profondamente segnato, hanno posto fine alla mia infanzia. Quasi
tutti i miei disegni li ho realizzati nell´ "alloggio delle ragazze"
L410, dove avevo un posto nel piano di mezzo di un letto a castello di tre piani,
proprio di fianco alla finestra, da cui vedevo la strada. Tenendo un blocco sulle
ginocchia disegnavo dal mio letto tutto quello che vedevo e vivevo. Solo alcuni
disegni li ho fatti all´aperto, per strada e nei cortili delle baracche. Nel trasporto
verso Terezin avevo portato con me un blocco da disegno, una cassetta di acquerelli,
pastelli e matite colorate. I colori mi durarono per quasi tre anni. Il prezioso
blocco da disegno che avevo portato da casa era finito presto e in seguito ho
usato qualsiasi tipo di carta mi fosse possibile trovare. In questo modo ho realizzato
quasi 100 disegni.
Accanto alle immagini che documentavano la vita quotidiana del Ghetto, annotavo
le mie esperienze personali. Quando nel 1944 fui deportata ad Auschwitz con mia
madre, tre giorni dopo la partenza di mio padre per la stessa meta , lasciai i
disegni e il diario in custodia a mio zio, che li nascose e riuscì a salvarli.
Subito dopo la Liberazione, nell´estate del 1945, quando i ricordi erano ancora
vivissimi nella mia mente, ho completato i miei ricordi di Terezin e ho descritto
ciò che sperimentai nei Lager successivi, dove non ebbi più la possibilità
di disegnare o scrivere.
Non c´è nessuna fotografia relativa a quei giorni, pertanto i disegni ne
sono l´unico documento visivo.
Spero di avere fornito in questo modo una viva, convincente e durevole testimonianza,
che possa contribuire a non far cadere il passato nell´oblio e a impedire il ripetersi
di qualcosa di simile!