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Shoah - Riflessioni alunni classe quarta C - Calcinate

Polifonie di sguardi 2007. Pubblicato il 17-06-07 16:28

Cara Hanna,
sono una bambina e mi chiamo Monia, sono di media altezza, vivo a Calcinate e sono un´alunna di quarta.

Quando le maestre ci hanno detto che avrebbero letto il tuo libro, io non sapevo di cosa si trattava, ma ero felice, dopo le maestre ci hanno detto chi era l´autore. Ero cosi curiosa di sapere la tua storia che ho detto tutti ai miei vicini di casa e anche ai mie nonn. Durante la lettera ho capito che la prima parte era bellissima , ma dopo un po´ mi sono emozionata e mi è venuto anche da piangere.

Quando le maestre ci hanno detto che ti incontravamo a Cavernago ero così contenta! Gli episodi che mi sono piaciuti sono: quando avevi preparato da mangiare, quando hai messo sul tavolo il cannocchiale per far vedere a tutti che la bistecca era grande. Anche quando il poliziotto ti interrogava, ti ha chiesto se avevi denaro , diamanti, girelli e tu gli hai dato una monetina.

Io non vorrei che mi succedesse quanto è capitato perché non resisterei. La tua storia mi commuove, nessuno può resistere come hai resistito tu. Il tuo libro è stato bellissimo.

Ciao da Monia Anice


Cara Hanna,
durante la lettura del tuo libro mi sono sentita molto spaventata e felice di non essere venuta al mondo durante quel brutto periodo; però mi è dispiaciuto molto per te. Prima di tutto ti saluto, anche se per adesso non ti conosco e ti vorrei chiedere come stai. Spero bene dopo esserti liberata di tutto quel peso che ti ha ferito.

Adesso mi presento; io mi chiamo Pamela e sono una bambina socievole, mi piace parlare e ridere, ma quando ero piccola ero l´opposto di adesso. Abito a Calcinate possiamo dire che mi sono appena trasferita e nella nuova casa ci sono i miei genitori e le mie due sorelle; io sono la più piccola e la più coccolata della famiglia. Io vado a scuola e studio cioè sono un´alunna; mi piace tantissimo studiare, scrivere, fare i compiti e svolgere il lavoro in classe. Insomma mi piace andare a scuola.

Quando in classe le maestre ci hanno riferito la notizia che durante le lezioni avremmo dovuto leggere il tuo libro non sapevo di che cosa si trattava, ma questo non mi importava so che ero solamente curiosa di sapere cosa hanno passato quelle povere persone durante la seconda guerra mondiale.

Poi le maestre ci hanno riferito ancora che dovevamo incontrarti, non vedevo l´ora! Volevo cioè voglio vederti come sei fatta, che carattere hai, se hai ancora ricordi della tua infanzia e tante altre cose. Comunque gli episodi che mi hanno colpito nella tua storia sono tutte quelle cose che vi facevano fare e che non avevano alcun senso e la paura che hai raccontato. Sono stata veramente scioccata da quello che hai raccontato comunque spero che queste brutte cose non succedano mai più e che si possa spargere la pace sul mondo.

Ciao da Pamela


Cara Hanna,
come stai? Io tutto bene, mi dispiace che tu sia finita nel campo di concentramento. Non mi sono ancora presentata: io sono Melissa Beluzzi, abito a Calcinate che è un paese bellissimo e stupendo, io sono alta circa 1,37, ho i capelli marroni, occhi verde chiaro e sono magra.

Quando le maestre mi hanno raccontato la tua storia era bello ascoltare e mentre le maestre leggevano ero emozionata. Mi ha colpito l´episodio di quando hai buttato il secchio pieno di bisogni. Io penso che tu fossi triste senza cibo e acqua.

Ti voglio tanto bene.
Ciao ciao
Melissa Beluzzi


Carissima Hanna ciao,
mi chiamo Samuel ho nove anni, abito a Calcinate con i miei genitori e mio fratello. Frequento la quarta elementare, le mie maestre mi stanno leggendo il tuo libro, dove hai descritto le tue esperienze e di come eravate costrette a vivere in brutte condizioni nei campi di concentramento.

La cosa che più mi ha colpito è che vi hanno fatto diventare pazze per il cibo, perché vi davano da mangiare solo alla sera e perché vi facevevano morire per niente. Le tue sofferenze mi hanno fatto capire quanto sono fortunato di vivere adesso che non esistono piu´ queste cattiverie.

Ciao Hanna da
Blandini Samuel


Cara Hanna,
in questo momento sono a scuola a far lezione e ti sto scrivendo questa lettera. Sono un bambino che vive in un paese in provincia di Bergamo, frequento la quarta elementare e ho delle maestre simpatiche. In classe abbiamo letto il tuo libro, era una storia interessante.

Quando le maestre ci hanno letto il libro ho pensato a quanto sono fortunato, rispetto a te. Sono stato male quando dovevi buttare il secchio con i bisogni di tutti. Quando ti hanno fatto il tatuaggio come ti sei sentita? Io vorrei incontrarti e vorrei chiederti tante cose su quello che ti è successo. Vorrei fare in modo che ciò non succeda più. Spero che tu oggi sia felice e serena.

Ciao
Michele


Cara Hanna,
sono una bambina magra, un po´ alta e simpatica per le mie amiche, io vivo a Bolgare, in via della Muracca, nella provincia di Bergamo.

Quando la maestra ha letto il tuo libro, alcune parti mi hanno colpito più di tutte e cioè: quando ti hanno dato da mangiare così poco, quando qualcuno aveva la febbre lo mandavano nella camera a gas, quando ti facevano lavorare inutilmente. Quando ti si era ammalata la gamba, come ti sei sentita? Quando andavi alla selezione sei stata furba a non dire che avevano dato il numero sbagliato!

Ciao
Mayra Castillo Cabrera


Cara Hanna,
sono Manuel, un bambino di nove anni,ho i capelli biondi, sono molto alto, sono simpatico, socievole e scherzoso. Vivo in un piccolo paesino della provincia di Bergamo, si chiama Calcinate.

Quando le maestre ci hanno detto che avremmo letto il tuo libro, non avrei mai pensato che fossero successe queste cose. Mi sono sentito molto dispiaciuto per quello che è successo agli Ebrei e ho pensato che io non avrei resistito neanche un giorno. Per motivi di religione fare tutto questo vuol dire che i Nazisti erano molto cattivi.

Desidero incontrarti,così ne saprò di più. Gli episodi che più mi hanno colpito sono: quando ti davano da mangiare così poco, quando qualcuno aveva la febbre veniva mandato alla camera a gas e quando ti facevano fare lavori pesanti inutilmente. Ho pensato che queste orribili cose non si devono più fare.

Nel futuro io vorrei che ci fosse la pace in tutto il mondo.

Ciao da
Manuel Cavaliere


Carissima Hanna,
io sono un bambino di nome Sebastiano sono sempre felice; ho i capelli neri, gli occhi marroni e non sono troppo alto. Io vivo in un paesino della provincia di Bergamo che si chiama Calcinate. La mia classe è la quarta C e mi piace andare a scuola.

Quando mi hanno detto che avremmo letto il tuo libro, non mi immaginavo che cosa c´era scritto perché ancora non ti conoscevo. Durante la lettura alcuni episodi mi sono piaciuti, altri no. L´episodio che mi è piaciuto di più è stato quando Martino ti buttò da mangiare, mi sono emozionato tanto. Dove dicevi che portavano le persone alla camera a gas per ucciderle mi sentivo tanto triste.

Io ti voglio incontrare perché voglio vedere una persona vissuta in un campo di concentramento e conoscerti. Gli episodi che mi hanno colpito di più sono stati: quando hai messo il cannocchiale sulla tavola per vedere meglio la carne e quando hai incontrato Martino. Per me questi fatti non dovevano accadere perché sono brutti. Io vorrei un futuro bello e cercherò di fare il mio meglio. Puoi darci un consiglio?

Ciao da
Sebastiano Coppola


Cara Hanna,
mi chiamo Giorgio, vivo a Calcinate e frequento la quarta. Quando le maestre ci avevano detto che avrebbero letto il tuo libro, non pensavo che si fossero scritte cose cosi! Durante la lettura mi sentivo triste per quello che è accaduto, ma felice di leggere il tuo libro.

Desidero incontrarti per farti una domanda: come ti sentivi a essere prigioniera? Mi ha colpito quando hanno bruciato (nei forni crematori) tua mamma.

Penso che questa storia non sia da ripetere e farebbe solo del male, tutte le guerre sono inutili. Vorrei che nel mio futuro non ci fosse nessuna guerra. Che bello! È stato veramente bello il tuo libro!

Un salutone
Giorgio Donadoni


Cara Hanna,
sono una bambina di nome Francesca, ho un carattere chiacchierone, ho gli occhi azzurri e verdi, i capelli biondi e di media lunghezza, sono di media statura. Vivo a Bolgare, un piccolo paesino in provincia di Bergamo, frequento la quarta elementare e mi impegno nello studio.

Quando le maestre ci hanno detto che leggevamo il tuo libro, siccome non sapevo chi eri, non ero molto interessata. Però quando le maestre hanno iniziato a leggerlo ho incominciato a interessarmi molto. Non pensavo che la tua storia fosse così; mentre le maestre leggevano mi sentivo emozionata, pensando a quello che vi era successo e al pensiero che fossi stata io, mi venivano i brividi. Quando finiva di leggere ogni capitolo, io avevo il desiderio di incontrarti, poi quando le maestre ci hanno detto che ti avremmo incontrata io ero molto contenta.

Mi ha colpito quell´episodio in cui quella donna magra aveva cercato le bucce di patata nell´immondizia, tu avevi promesso di non farlo mai, però con il tempo lo hai fatto anche tu; oppure quella volta che con la kapo ti misero in ginocchio nel piazzale sui sassi appuntiti ed eravate rimaste lì fino a quando era finito l´appello, io pensavo che queste cose non sarebbero da fare perché tutta quella gente innocente non meritava quel male.

Spero che nel mio futuro non mi succeda mai una cosa simile perché non vorrei ridurmi in quello stato. Cara Hanna, adesso ti saluto augurandoti tanta felicità che non hai avuto per un pezzo della tua vita.

Ciao
Francesca Lorenzi


Carissima Hanna

Io sono Michaela una ragazzina di 9 anni, abbastanza alta con i capelli castani e lunghi , mi piace parlare con le mie amiche. Vivo a Calcinate in provincia di Bergamo e frequento la quarta elementare.

Un giorno le maestre ci hanno detto che leggevamo il tuo libro, ero contenta di sapere la storia di un fatto accaduto non bello, per te tristissimo. Io volevo chiederti se quando hai scritto il libro hai rivissuto nella mente i fatti accaduti. Durante la lettura del libro ho immaginato se io avessi passato questi brutti momenti nel campo di concentramento. Durante la conversazione sono state molte le emozioni che mi stavano a cuore. Non vorrei che questo brutto fatto risucceda , infatti non vedo l´ora di incontrarti per sentire ora come ti senti. Ma quando qualcuno ti vede il numero che porti sul braccio sinistro cosa pensano?

L´episodio che mi ha colpito è stato quando tu sei andata a fare la visita medica, per fortuna hanno sbagliato il numero e tu sei rimasta in vita.

Un saluto da
Michaela Lorenzi


Carissima Hanna,
io mi chiamo Luca , sono un po´ alto e un po´ cicciotello. Vivo in un piccolo paese della bergamasca. A me piace giocare a calcio, mi piace un po´ la scuola.

Quando le maestre hanno letto il libro mi veniva da piangere. Quando ti incontrerò sarò contentissimo. Mi ha colpito il racconto di quando svuotavate i secchi con la pipì, quando c´era il filo spinato. Di sicuro per te sarà stato brutto, anche quando eravate nudi, quando dormivate insieme.

Io penso che non succederà mai più. Dobbiamo promuovere la pace.

Un salutone
Luca Lubrina


Ciao Hanna,
mi chiamo Andrea e frequento la quarta elementare di Calcinate.

Mentre le maestre leggevano il libro pensavo che fosse brutto essere sporchi, trattati male e pieni di malattie. Desidero incontrarti perché vorrei vederti dal vivo. Le pagine che mi hanno colpito di più sono quelle dove hai raccontato che tua madre è stata bruciata negli inceneritori. Il mio futuro lo vorrei con la pace nel mondo.

Ciao da
Andrea Macetti


Carissima Hanna,
io mi chiamo Ilaria, sono un po´ alta, ho i capelli lunghi, vivo in un paesino vicino a Bergamo e studio.

Quando abbiamo letto il tuo libro in classe, ho avuto tante emozioni e ho ascoltato molto attentamente la tua storia. Per te non sarà stato facile vivere in questo modo... Poi... Le camere a gas. Io non avrei voluto che i tuoi familiari fossero morti. Vorrei poterti incontrare subito per vedere come stai e per poterti chiedere tante cose di quello che ti è successo. Gli episodi, che mi hanno colpito sono stati molti, ma il più terribile è stato quello in cui eri inginocchiata sui sassi! Io pensavo che non sarebbe bello ricevere una tale punizione né per te né per tutti noi.

Vorrei che queste brutte cose non ci fossero più e io, costi quel che costi, lo impedirò.

Ciao ciao, tanti saluti da
Ilaria


Cara Hanna,
io mi chiamo Omar, ho 11 anni, abito a calcinate da ottobre e vengo dal Marocco.

Mi è dispiaciuto tanto quando ho sentito che non vi davano da mangiare. Spero tanto che tu adesso sia serena.

Ti saluto
Omar


Ciao Hanna,
mi chiamo Simone Pelliccioli, ho i capelli castani, gli occhi marroni scuro e sono magro magro. Vivo a Calcinate, un paesino in provincia di Bergamo, frequento la scuola elementare; mi piace studiare e sono molto attento.

Quando le maestre ci hanno detto che avremmo letto il tuo libro, io non sapevo chi tu fossi e che cosa ti fosse successo. Durante la lettura pensavo: "Che crudeli questi Tedeschi". Dopo aver letto il libro avevo tanta voglia di conoscerti, perché mi hanno colpito quei brutti momenti in cui i Tedeschi non vi davano abbastanza cibo per riempire la pancia, avevate sempre fame. Io pensavo a come avete potuto sopportare tutto questo.

Per il mio futuro vorrei avere una vita migliore. Secondo me poi dovremmo far migliorare la vita, è un nostro dovere, affinché tutto quello che è successo a te, Hanna, non debba più accadere.

Simone Pelliccioli


Cara Hanna Waiss,
sono Nicole Togni, ho 9 anni e il 29 marzo ne compio 10; ho gli occhi grigio chiaro, il corpo magro e sono alta, frequento la quarta elementare.

Quando le maestre ci hanno annunciato che avremmo letto un libro sui campi di concentramento arrivati a casa l´ho detto subito alla mamma, dopo sono andata in camera mia a pensare tra me e me...

Ecco quello che ho pensato: «Come avrà vissuto Hanna in questi campi di concentramento?». Durante la lettura mi sentivo male e mi dispiaceva per i tuoi cari; però sono contenta che te la sei sempre cavata con Ghisi.

Sarei molto contenta di incontrarti per farti delle domande. La cosa che mi ha colpito particolarmente è stata quando avevi i pidocchi e le pulci. Nell´ ascoltare le ultime pagine delle tue storie ho provato sentimenti che non avevo mai provato prima: paura, dolore e rancore. Vorrei che il mio futuro fosse senza terroristi e bambini che muoiono di fame.

Nicole Togni


Cara Hanna,
io penso che adesso sarai molto contenta. Ti voglio dire i miei sentimenti e poi ti farò delle domande. Io vorrei provare tutto quello che ti hanno fatto per rivivere quello che hai provato tu. Ma come hai fatto a resistere ai cani che morsicavano? E cosa si prova a fare i propri bisogni nel secchio? Quando lo svuotavi non ti veniva da vomitare? E anche quella puzza quando dormivi? E adesso come stai?

Io quando ho sentito la storia intitolata "Racconta!" volevo già vederti, però spero che non succeda mai più quello che ti è successo.

Ciao
Simone Verdiglione


Cara Hanna,
io sono una bambina di nome Majda e frequento la quarta elementare , sono un po´ severa con i miei compagni... vivo a Calcinate, un piccolo paese in provincia di Bergamo. Mi piace andare a scuola e mi piacciono tutte le materie tranne la matematica.

Mi è piaciuto quando le maestre ci hanno detto che avremmo letto il tuo libro. All´inizio credevo fosse una noia terribile ma poi l´ho trovato bellissimo, ti faccio i miei complimenti sei stata veramente brava. Quando la maestra di italiano, Valeria ci ha detto che ti avremmo incontrata ero felicissima. L´episodio che mi ha colpito è stato quando ti sei fatta la promessa che non avresti mai preso il cibo dalla spazzatura. Io credo che non avresti dovuto vivere quella vita complicata perchè è proprio brutta, anche a me non piacerebbe viverla e per questo che dico che non dovevi vivere così non solo tu, ma anche la tua famiglia e compreso Martino il tuo amato e spero che in futuro non accada più.

Baci
Majda

Iniziative Anno Scolastico 2006 - 2007.


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