Lo spazio è aperto alla collaborazione di docenti, genitori e studiosi che intendono portare il loro contributo sui punti salienti della riforma Gelmini. Tutti i documenti devono essere inviati all'indirizzo di posta elettronica del dirigente () e firmati.
Palosco, mercoledì 13.05.2009
Comitato genitori e docenti di Palosco (scheda riassuntiva della serata)
Una serata promossa da genitori del comitato in collaborazione con i docenti del coordinamento provinciale per la tutela della scuola pubblica. Buona la partecipazione, presenti una decina di docenti della primaria e molti genitori. Ospite, in qualità di esperta, la collega Marchesi, ex dirigente USP. La dottoressa Marchesi ha introdotto il suo intervento informando sulle modalità che hanno permesso alla nostra provincia di non soccombere, per ora, sotto la scure dei tagli previsti dalla riforma.
Il problema, per ora rinviato, potrebbe ripresentarsi il prossimo anno, se i numerosi pensionamenti previsti non saranno integrati con nuovo personale. Con un'analisi approfondita, l'ospite ha spiegato il perché dell'introduzione dei moduli di due docenti per il tempo pieno e di più docenti per il tempo prolungato. Una scelta dettata da precise opportunità formative da fornire a una scuola che, necessariamente, doveva abbandonare l'impostazione elitaria e classista della scuola gentiliana, lontana dai principi costituzionali. La scuola del dopoguerra fece i conti con un processo che collocava l'Italia tra le nazioni più sviluppate e la sfida della formazione, di qualità, per tutti, divenne un imperativo al quale le riforme, non sempre tempestive, cercarono di dare una risposta. Il tempo prolungato e il tempo pieno sono stati introdotti per arricchire l'offerta formativa.
Oggi, la complessità del sapere, l'interdisciplinarietà, la multiculturalità e la velocità dei cambiamenti scientifici e socioeconomici, richiedono si proponga un'offerta formativa che valorizzi il dialogo scuola territorio, per permettere una progettazione condivisa tra l'ente scuola e l'ente locale. Il decentramento e l'autonomia scolastica sottolineano questo cambiamento investendo l'istituzione scolastica di compiti sempre più complessi. Penalizzare la scuola con dei tagli, in particolare quella primaria, vuol dire non aver colto gli aspetti qualificanti di un istituto che, negli ultimi decenni, ha raggiunto dei primati di qualità innegabili e evidenti a livello europeo.
Caso mai, ha sostenuto la collega Marchesi, nella riforma, andavano precisati i compiti istituzionali e formativi della secondaria, aiutandola a qualificarsi, non con i tagli, ma con scelte di indirizzo, di aggiornamento e di efficienza, capaci di emanciparla dalla sua condizione di cenerentola, per aiutarla a rispondere alle sfide sempre più complesse per un istituto formativo impegnato a rincorrere i veloci cambiamenti che la società tecnologica, della comunicazione, dell'immagine e delle nuove sfide scientifiche e culturali impone.
Il tema delle competenze e della loro valutazione all'interno dei processi di educazione permanente, attivati dalle diverse agenzie educative è stato un altro argomento affrontato. (citando il professor Ceruti ha sottolineato che normalmente oggi, un alunno, acquisisce a scuola il 20% delle informazioni e conoscenze, il resto gli arriva da altre fonti; la scuola ha il compito di fornire gli strumenti per decodificare ed elaborare autonomamente e consapevolmente questi innumerevoli stimoli)
Apprendere ad apprendere, questa la sfida, ha ribadito la dottoressa Marchesi e questo è possibile solo se, per la scuola, dopo aver vinto la battaglia per le pari opportunità, l'inserimento delle persone disabili e l'emergenza accoglienza stranieri, si attiva un processo virtuoso, fatto non di tagli, ma di risorse finalizzate a valorizzare, in ogni territorio, le specificità educative e formative.
La valutazione delle competenze e la possibilità di motivare gli alunni, anche in percorsi personalizzati e individualizzati, è uno dei compiti strategici che la scuola si è data, un traguardo difficilmente raggiungibile se si eliminano le risorse umane e professionali e, in nome dei tagli, si introducono norme come quella dell'aumento degli alunni per classe.
La scelta dei genitori, tra l'altro, a stragrande maggioranza, ha confermato la loro adesione al modello orario a tempo pieno e a tempo lungo, esprimendo una volontà di continuità innegabile.
Sono seguiti alcuni interventi e richieste di chiarimento da parte dei genitori presenti, è emersa, importante, sottolineata dal presidente del comitato genitori, l'esigenza di un maggior coinvolgimento degli utenti, anche attraverso percorsi formativi e occasioni di collaborazione.
È ancora avvertito tra i genitori un certo disagio, legato all'incomunicabilità e alle rigidità che spesso mortificano la possibilità di incontro e collaborazione genitori - insegnanti. Questi ultimi, è auspicabile avvertano come indispensabile un atteggiamento collaborativo, abbandonando l'ostilità che, a volte, i genitori percepiscono.
L'importanza di spendere al meglio i tempi di vita a scuola della componente genitori, sin dal loro primo ingresso nell'istituzione, è strategico, visto che, in pochi anni, gli stessi, devono imparare a misurarsi con diversi ordini di scuola, con problematiche per loro complesse che riguardano direttamente il loro ruolo di cittadini, contribuenti e genitori.
Personalmente, nel mio breve intervento, ho ribadito i motivi che, come docenti, organizzati a livello provinciale in un coordinamento di comitati per la difesa della scuola pubblica ci hanno portato alla vertenza che, dopo due scioperi generali, ci condurrà in delegazione all'USP e in prefettura per ribadire il nostro NO alla riforma, all'introduzione del maestro unico/prevalente e all'abolizione delle compresenze, che insieme agli altri tagli, precipiteranno la scuola pubblica in una condizione insostenibile di difficoltà.
La scuola privata, dove, pochi privilegiati, pagando mega rette, si candidano a diventare classe dirigente, non può essere la risposta democratica all'accesso al sapere per tutti. La scuola e lo spreco, ho ribadito nel mio intervento, io li ho incontrati tanti anni fa quando con neanche venti anni di contributi versati, milioni di insegnanti e lavoratori del pubblico impiego sono stati pensionati portando alle stelle il debito pubblico.
Spesso, oggi, tra i detrattori della nostra scuola, dove i docenti come me vanno in pensione, giustamente, con i 40 anni di contributi versati, ci sono proprio questi pensionati bebi che pontificano su un ritorno alle meraviglie della scuola del tempo che fu e guarda caso, costoro sono la base elettorale dei nuovi moralizzatori.
Il ministro, con il suo attacco alla scuola primaria si è fatto portavoce di questo qualunquismo dei privilegiati, non penso di sbagliare sospettando che la manovra in atto sia un tentativo di rimandare indietro le lancette della storia, permettendo a chi ha di più, il privilegio del successo senza merito, lasciando alla maggioranza dei cittadini le briciole di una spesa pubblica che andrà a irrobustire la pianificazione del consenso per gli apparati politico burocratici, una vera e propria casta da anni impegnata a far man bassa delle risorse pubbliche per i propri disegni di potere e di comando. Una società che rinuncia ad investire sui giovani, sulla ricerca, sulla scuola per garantire a tutti un futuro migliore è destinata a soccombere.
Alla fine della riunione ci siamo dati appuntamento a breve termine per l'incontro che chiederemo al provveditore e al prefetto per consegnare le firme con le richieste dei comitati genitori e insegnanti.
A medio termine l'appuntamento è per fine settembre, quando avremo più informazioni (si attendono come al solito sorprese durante il periodo feriale) e potremo costruire un percorso d'Istituto che sappia valorizzare il piano dell'offerta formativa, in autonomia, attraverso il dialogo e la condivisione delle scelte, lontani dai centralismi ministeriali, dalle manovre autoritarie e burocratiche che mortificano la scuola come servizio pubblico.
Ringrazio per l'attenzione
Dino Chiappini
Questa mia non ha la presunzione dell'oggettività, è perciò gradito il contributo di tutti, anche di chi la riforma la condivide. Le pagine del nostro sito sono aperte alla libera collaborazione di docenti, genitori e studenti che intendano intervenire proponendo il loro punto di vista sulla riforma e sulle scelte ad essa collegate.
Per intervenire basta spedire il proprio testo firmato al nostro .