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Materiale Facilitazione Programmi

Introduzione

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Presupposti teorici e normativi sulla necessità di facilitare i percorsi degli alunni stranieri.

La facilitazione dei programmi d´insegnamento è ribadita più volte dalla normativa e nei nostri documenti. Oltre ad essere un obbligo e un dovere nei confronti dell´offerta di pari opportunità a tutti gli allievi, la semplificazione del linguaggio in alcuni contenuti disciplinari ci consente di non individualizzare il percorso dell´alunno straniero, che può così seguire la programmazione di classe, e di adeguare i percorsi alla sua effettiva conoscenza della lingua italiana.

Dal nostro"Documento sui laboratori"

"L´acquisizione della lingua è lo strumento fondamentale del processo di comunicazione e di integrazione, perciò non va separato dall´apprendimento delle altre discipline e dalla vita comune. L´inserimento nella classe e la partecipazione ad attività comuni rappresentano stimoli fondamentali per l´acquisizione della lingua".

"La lingua per studiare – Strategie di lettura – L´apprendimento della lingua della scuola, dell´italiano riferito allo studio delle diverse discipline, prevede l´uso di molti termini settoriali, la comprensione e l´espressione di concetti e astrazioni: una delle difficoltà maggiori nel secondo ciclo della scuola elementare e nella scuola media.

Decifrare la complessità dei testi scolastici, conoscere le pratiche esplicative e organizzative delle diverse discipline, conoscere le modalità di esposizione di un problema e della sua dimostrazione, padroneggiare gli usi informativi e cognitivi dello scritto...: insomma, occorre apprendere l´italiano come lingua di sviluppo cognitivo e mezzo di costruzione dei saperi.

Con il tempo gli alunni stranieri, insieme ad alunni italofoni, devono essere messi in grado di appropriarsi della lingua dello studio e non limitarsi alla sua comprensione; devono quindi essere aiutati a costruire in maniera autonoma la catena delle riformulazioni, passando attraverso le fasi successive della semplificazione/ comprensione/ decontestualizzazione/ appropriazione".

Dal nostro "Protocollo d´accoglienza"”

"Il team docenti deve favorire l´integrazione nella classe, promuovendo attività di piccolo gruppo; individua modalità di semplificazione o facilitazione linguistica per ogni disciplina, rileva i bisogni specifici d´apprendimento ed elabora percorsi didattici di L2 insieme ai responsabili dei laboratori di alfabetizzazione".

Normativa sulla facilitazione dei programmmi

Dalla Legge 40 del 6.3.98

6. Con regolamento adottato ai sensi dell´articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, numero 400, sono dettate le disposizioni di attuazione del presente capo, con specifica indicazione:

a. delle modalità di realizzazione di specifici progetti nazionali e locali, con particolare riferimento all´attivazione di corsi intensivi di lingua italiana, nonché dei corsi di formazione ed aggiornamento del personale ispettivo, direttivo e docente delle scuole di ogni ordine e grado e dei criteri per l´adattamento dei programmi di insegnamento;

Dal D.P.R. 394 del 31.8.99

4. Il collegio dei docenti definisce, in relazione al livello di competenza dei singoli alunni stranieri, il necessario adattamento dei programmi di insegnamento; allo scopo possono essere adottati specifici interventi individualizzati o per gruppi di alunni, per facilitare l´apprendimento della lingua italiana, utilizzando, ove possibile, le risorse professionali della scuola. Il consolidamento della conoscenza e della pratica della lingua italiana può essere realizzata altresì mediante l´attivazione di corsi intensivi di lingua italiana sulla base di specifici progetti, anche nell´ambito delle attività aggiuntive di insegnamento per l´arricchimento dell´offerta formativa.

Dal Documento del MIUR - febbraio 2006

"È necessaria, pertanto, una programmazione mirata sui bisogni reali e sul monitoraggio dei progressi di apprendimento nella lingua italiana, acquisita via via dall´alunno straniero.

Nella fase iniziale ci si può valere di strumenti e figure di facilitazione linguistica (cartelloni, alfabetieri, carte geografiche, testi semplificati, strumenti audiovisivi o multimediali, eccetera) promuovendo la capacità dell´alunno di sviluppare la lingua per comunicare.

Una volta superata questa fase, va prestata particolare attenzione all´apprendimento della lingua per lo studio perché rappresenta il principale ostacolo per l´apprendimento delle varie discipline.


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Mario Milani
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