Trieste, 23 settembre 2005
Si può regatare solo sentendo il vento?
A questa domanda rispondono tre velisti non vedenti che da domani saranno impegnati nel Campionato Italiano Match Race.
«Vogliamo fare una vela normale - esordisce Andrea Artoni - Ho iniziato ad avvicinarmi a questo sport grazie alla scuola Homerus, da dieci anni punto di riferimento per i non vedenti. Scendiamo in acqua, - continua Artoni -, per sconfiggere il nostro handicap e quando siamo in regata cerchiamo non tanto di superare gli altri quanto di superare noi stessi e metterci alla prova. Anche se non vediamo e ci facciamo guidare dai segnali sonori applicati sulle boe di percorso e sulle barche, la vela per non vedenti è difficile ma non impossibile!».
«Ho partecipato a vari campionati italiani e a match race per non vedenti di cui - racconta Gigi Bertanza - ne ho vinti alcuni, inoltre ho partecipato ad altre importanti manifestazioni veliche tra cui 3 anni fa al campionato del mondo BSI sul Garda. Dopo queste esperienze, con Andrea Artoni, abbiamo deciso di acquistare un Protagonist 7,50, la Gazza Ladra. Il nostro intento, con questa barca, è quello di partecipare a manifestazioni veliche, non solo con altri atleti disabili, ma confrontandoci con velisti normodotati».
«Pur essendo triestino - racconta Loris Pavan - fino a quando non ho perso la vista, nel ’96, non mi ero mai avvicinato alla vela. Anch’io ho cominciato con la scuola di Homerus restando affascinato da questo sport tanto da fare di tutto per convincere Hubert Perfler, il Presidente dell’Unione Italiana Ciechi di Trieste, prima a comprare una barca a vela, Ukenike e successivamente a candidare Trieste per lo svolgimento del Campionato Italiano non vedenti».